Valori ideali di colesterolo LDL secondo le linee guida ESC/EAS 2019

I valori ideali di colesterolo LDL, il cosiddetto “colesterolo cattivo”, li possiamo trovare nella tabella sottostante, con una classificazione in base alla gravità dell’alterazione metabolica in oggetto. Mi preme ricordare che solo un’analisi effettuata dal medico cardiologo può attribuire il reale livello di rischio (detto “score”), base fondamentale per valutare gli obiettivi di trattamento.

tabella valori colesterolo LDL e calcolo del rischio cardiovascolare

Per poter capire quali siano i valori desiderabili di colesterolo LDL il medico cardiologo calcola un punteggio (in gergo “score”) e stabilisce così il livello di rischio cardiovascolare, in base al quale viene fissato l’obiettivo di trattamento per il colesterolo LDL-C.

Lo “SCORE” (Systemic Coronary Risk Estimation) è il rischio di avere una malattia cardiovascolare fatale in 10 anni. Qui di seguito alcuni dettagli su tale punteggio:

  • Basso: quando lo score è inferiore all’1%

  • Moderato: score tra 1% – 5%; pazienti giovani (con età inferiore a 35 anni con DMT1); pazienti con età inferiore ai 50 anni co DMT2 con Dm di durata inferiore ai 10 anni senza altri fattori di rischio

Cos'è il colesterolo LDL

Colesterolo agglomerato nelle liporoteine LDL a bassa densità. Il colesterolo viene in parte sintetizzato dall'organismo stesso e in una minima parte viene introdotto per via alimentare. Essendo un grasso non è solubile in acqua e quindi per poter essere trasportato nel sangue deve essere aggregato in particolari composti, le lipoproteine, da cui prende i vari nomi. Insieme al colesterolo HDL (ad altà densità, il cosiddetto "colesterolo buono") il colesterolo LDL va a formare il VLDL, colesterolo totale.

PERCHÉ IL COLESTEROLO LDL-C DEVE ESSERE BASSO?

Secondo gli ultimi studi, i nuovi valori ottimali di colesterolo LDL hanno come obiettivo il preservare la salute del cuore e dei vasi sanguigni: portare verso il basso il livello di colesterolo LDL riduce fortemente il rischio delle malattie cardiovascolari. L’accumulo di colesterolo “cattivo” nei vasi sanguigni, nei soggetti fumatori aggravato dall’uso delle sigarette, avvia il processo di aterosclerosi.

COSA TENERE SOTTO CONTROLLO DOPO UN INFARTO O UN ICTUS?

Dopo l’evento acuto cardiovascolare, infarto o ictus, la cosa importante è tenere sotto controllo la pressione arteriosa, la glicemia e il colesterolo LDL, detto anche colesterolo “cattivo”.

Nella maggioranza degli esami prescritti di solito compaiono: la colesterolemia totale, il colesterolo HDL (colesterolo “buono”) e i trigliceridi, difficilmente compare il valore esplicito del colesterolo LDL. Consiglio vivamente di far aggiungere la voce “Colesterolo LDL” dal vostro cardiologo per una panoramica quanto più completa della vostra situazione clinica.

I valori ideali di COLESTEROLO LDL-C sempre più in basso

Valutare solo il colesterolo totale non ha molto senso, occorre analizzare approfonditamente il colesterolo LDL poiché è stato ampiamente dimostrato che l’accumulo nel sangue di lipidi (grassi) provoca delle lesioni che possono ostruire il flusso del sangue; tra le maggiori cause di insorgenza di infarti e ictus. Le nuove linee guida ricordano che meno colesterolo LDL è presente nel nostro sangue e meglio è, anche se non c’è un livello inferiore assolutamente sicuro.

QUANDO LO SCORE È BASSO

Quando si parla di persone sane si può ancora parlare di prevenzione primaria, e come abbiamo visto dalla tabella, i valori sono compresi tra i 116-100 mg/dL. Tale valore viene deciso anche secondo il rischio individuale calcolato dal cardiologo considerando alcuni parametri (età, pressione sanguigna, consumo di sigarette, ecc).

L’arma migliore in questi casi è adottare uno stile di vita sano e attivo: avere una corretta alimentazione, evitando tutti quei cibi con elevato contenuto di grassi, evitando cibi pronti e confezionati; fare una regolare e giusta attività fisica. Evitando il burro e la carne rossa sostituendolo con l’olio extravergine di oliva, il pesce ed eventualmente le carni bianche, si può ridurre il colesterolo “cattivo” (LDL) e mantenere intatto quello “buono” (HDL); via libera a frutta, cereali, verdure, cotte ovviamente in modo sano.

QUANDO LO SCORE È MODERATO

In genere lo score moderato viene attribuito a pazienti giovani, di età inferiore ai 35 anni e con diabete mellito di tipo 1 (DMT1), pazienti di età inferiore ai 50 anni con diabete mellito di tipo 1 e con diabete mellito di durata inferiore ai 10 anni in assenza di altri fattori di rischio. Per questi pazienti il livello ottimale è al massimo 100 mg/dL. In questi casi può valere ancora una prevenzione primaria ma il quadro clinico deve essere attentamente valutato, caso per caso, dal medico cardiologo.

QUANDO LO SCORE È ALTO – MOLTO ALTO

Molto più rigidi sono invece i nuovi limiti per i pazienti classificati con uno score Alto o Molto alto: infartuati, chi ha subito un evento ischemico cerebrale, cardiaco o periferico ma corrono il rischio di averne un altro entro i due anni dal primo.

Per queste persone, i valori ideali di colesterolo LDL, o come sarebbe più corretto dire gli “obiettivi di trattamento”, sono 70 e 55 mg/dL ma prima di raggiungere queste soglie è considerato utile arrivare in tempi brevi a ridurre del 50% il livello iniziale di colesterolo LDL.

Modificare la dieta e lo stile di vita non sono sufficienti di fronte a situazioni con rischi da alto a molto alto: in questi casi occorre, previo consulto medico, avviare una terapia farmacologica per abbassare i livelli di colesterolo LDL.

Discorso delicato per i pazienti diabetici, i quali, anche se non hanno avuto eventi acuti cardiovascolari, dovrebbero avere un livello di colesterolo LDl almeno al di sotto di 70 mg/dL

Obiettivi di trattamento o livelli ottimali?

Parliamo di "obiettivi di trattamento" e non solo di "livelli ottimali" perché è fondamentale capire che quei valori non si raggiungono istantaneamente ma con un percorso terapeutico, con un cambiamento nel nostro stile di vita: sono risultati di un processo, di un lavoro a due con il proprio medico specialista.

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