Influenza, infarto e prevenzione cardiovascolare: cosa dicono gli studi sul ruolo del vaccino per chi ha una malattia del cuore
Il vaccino antinfluenzale protegge anche il cuore? Per le persone con una malattia coronarica o che hanno avuto un infarto, gli studi più recenti indicano di sì: oltre a ridurre il rischio di contrarre l’influenza, la vaccinazione sembra associarsi a un minor rischio di eventi cardiovascolari gravi. È un messaggio importante proprio in questo periodo, con la campagna di vaccinazione 2026-2027 già avviata.
In questo articolo vediamo perché l’influenza può rappresentare un pericolo per il cuore, cosa ha dimostrato il principale studio randomizzato sul tema e cosa prevede quest’anno la campagna italiana.
Perché l’influenza può mettere a rischio il cuore
L’influenza è spesso vista come una malattia delle vie respiratorie, ma può avere ripercussioni anche sul sistema cardiovascolare. Lo ha mostrato uno studio canadese pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2018, che ha collegato i dati dei laboratori di virologia dell’Ontario con i ricoveri ospedalieri per infarto del miocardio.
Gli autori hanno adottato un disegno “autocontrollato”, in cui ogni paziente fa da controllo a sé stesso: sono stati confrontati i 7 giorni successivi alla diagnosi di laboratorio di influenza con i periodi di controllo nell’anno precedente e successivo. Su 364 ricoveri per infarto, 20 sono avvenuti proprio nella prima settimana dopo la conferma dell’infezione, un rischio circa sei volte superiore (rapporto di incidenza 6,05; intervallo di confidenza al 95%: 3,86–9,50). Dopo il settimo giorno, l’aumento di incidenza non era più osservabile.
Il rischio era particolarmente elevato con l’influenza B (rapporto di incidenza 10,11) e con l’influenza A (5,17), ed era aumentato in misura minore anche con altri virus respiratori. Si tratta di uno studio osservazionale, quindi dimostra un’associazione temporale forte e non un rapporto di causa-effetto dimostrato; i meccanismi precisi restano oggetto di ricerca, e tra quelli ipotizzati c’è lo stato infiammatorio acuto che accompagna l’infezione.

Cosa dimostra lo studio IAMI sul vaccino dopo un infarto
La prova più solida a favore del vaccino per i pazienti cardiopatici arriva dallo studio IAMI (Influenza vaccination After Myocardial Infarction), un trial randomizzato in doppio cieco contro placebo, pubblicato su Circulation nel 2021 e coordinato da Ole Frøbert (Örebro, Svezia). Ha coinvolto circa 2.500 pazienti in otto Paesi, ricoverati per infarto o con coronaropatia ad alto rischio, che hanno ricevuto vaccino antinfluenzale inattivato o placebo entro 72 ore dalla procedura o dal ricovero.
I risultati a 12 mesi
- Evento composito (morte per qualsiasi causa, infarto o trombosi dello stent): 5,3% nel gruppo vaccinato contro 7,2% nel gruppo placebo.
- Morte per qualsiasi causa: 2,9% contro 4,9%.
- Morte cardiovascolare: 2,7% contro 4,5%.
Non è stata invece osservata una differenza nella frequenza di nuovi infarti considerati singolarmente, e gli eventi avversi gravi sono stati rari in entrambi i gruppi.
I limiti da conoscere
Per rigore scientifico vanno ricordati due limiti: lo studio è stato interrotto in anticipo a causa della pandemia di COVID-19, arrivando a circa il 58% dei pazienti previsti, e i partecipanti erano in larga parte pazienti con infarto recente. I risultati sono quindi più direttamente applicabili a questa popolazione, ma rafforzano un messaggio già condiviso in cardiologia: la vaccinazione antinfluenzale annuale è un tassello della prevenzione cardiovascolare.
La campagna antinfluenzale 2026-2027 in Italia: cosa c’è da sapere
Le raccomandazioni per la stagione in corso sono contenute nella circolare del Ministero della Salute n. 5134 del 23 giugno 2026, che indica la vaccinazione come lo strumento più efficace per prevenire l’influenza e le sue complicanze. La campagna è partita all’inizio di ottobre e, tra le novità di quest’anno, l’età raccomandata per i vaccini potenziati è stata abbassata da 65 a 60 anni.
Secondo il comunicato AIFA del 16 settembre 2026, sono nove i vaccini autorizzati per la stagione. L’offerta gratuita è prevista per le categorie indicate dalla circolare, tra cui le persone dai 60 anni in su e i soggetti fragili o con patologie croniche indipendentemente dall’età. Poiché le modalità operative possono variare da Regione a Regione, è opportuno verificare con il medico di famiglia o con la propria ASL se si rientra tra le categorie previste.

Cosa fare in pratica se hai una malattia cardiovascolare
- Parlane con il tuo medico o con il cardiologo: sarà lui a valutare il vaccino più adatto e il momento migliore, tenendo conto della tua storia clinica.
- Non interrompere né modificare la terapia cardiologica di tua iniziativa se hai l’influenza: chiedi sempre indicazioni al medico.
- Se durante o subito dopo un’influenza compare dolore al petto, mancanza di respiro improvvisa o un senso di oppressione, non aspettare: chiama il 112.
Il vaccino è un’arma di prevenzione, non sostituisce il resto: controllo della pressione, del colesterolo, stile di vita e una diagnosi precoce dell’aterosclerosi silenziosa restano le basi di una buona salute del cuore.
Domande frequenti sul vaccino antinfluenzale e il cuore
Sì: la campagna 2026-2027 è partita a inizio ottobre e prosegue durante la stagione invernale. Per modalità e disponibilità nella propria zona, ci si può rivolgere al medico di famiglia o alla ASL
Sì: nello studio IAMI il vaccino è stato somministrato entro 72 ore dal ricovero o dalla procedura, con eventi avversi gravi rari. La decisione, comunque, spetta sempre al medico curante in base alla situazione clinica.
Esiste un’associazione temporale forte: nella prima settimana dopo la diagnosi di influenza confermata il rischio di ricovero per infarto risulta circa sei volte più alto. Si tratta di un’associazione osservata in uno studio epidemiologico, non di una relazione di causa-effetto dimostrata in modo diretto.
Gli studi suggeriscono di sì, soprattutto nei pazienti con infarto recente o coronaropatia ad alto rischio: nel trial IAMI i vaccinati hanno avuto meno eventi cardiovascolari gravi e meno decessi a 12 mesi rispetto al placebo, pur con i limiti legati all’interruzione anticipata dello studio.
Cosa dobbiamo tenere a mente
Per chi ha una malattia del cuore, proteggersi dall’influenza non è una questione secondaria: le evidenze disponibili collegano l’infezione a un aumento temporaneo del rischio di infarto e suggeriscono che la vaccinazione possa contribuire a ridurre gli eventi cardiovascolari nei pazienti più vulnerabili. Parlarne con il proprio medico, adesso, è una scelta di prevenzione concreta.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico curante.
Fonti scientifiche
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- Frøbert O, Götberg M, Erlinge D, et al. Influenza Vaccination After Myocardial Infarction: A Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled, Multicenter Trial. Circulation. 2021;144(18):1476–1484. DOI: 1161/CIRCULATIONAHA.121.057042
- Kwong JC, Schwartz KL, Campitelli MA, et al. Acute Myocardial Infarction after Laboratory-Confirmed Influenza Infection. N Engl J Med. 2018;378(4):345–353. DOI: 1056/NEJMoa1702090
- Ministero della Salute. Circolare n. 5134 del 23 giugno 2026 “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2026-2027”. Sintesi su EpiCentro (ISS): iss.it/influenza/raccomandazioni-ministero
- Comunicato n. 31 del 16 settembre 2026 “Influenza: 9 i vaccini autorizzati per la stagione 2026-2027”. aifa.gov.it (PDF)
Nota: gli studi citati sono verificabili tramite il relativo DOI (Digital Object Identifier) o su PubMed; le fonti istituzionali tramite i link riportati.
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